Merceologie

Calici e bicchieri per degustazione

Da 20 anni vicina alle esigenze dei produttori di vino e champagne di fama internazionale, con loro progetta calici e bicchieri per degustazione

I migliori produttori di champagne e spumanti, quali: Veuve Clicquot, Laurent-Perrier, Billecart-Salmon, Champagne Mumm, hanno scelto Italesse nelle loro attività promozionali per l’innovazione che la società triestina ha portato sul mercato.

La maggior parte dei calici da champagne in commercio fino al decennio precedente infatti, poteva essere prodotta solo manualmente (soffiandoli a bocca), per la particolare forma spillata che tali flûtes dovevano possedere. Tale forma era necessaria per creare una punta all’interno della coppa – nella quale abbiamo addirittura ricreato un graffio a laser direttamente nella linea di produzione, detto “punto perlage” - che favorisse il perlage (catenelle di bollicine) costante, sinonimo in enologia di vivacità e freschezza del prodotto, cosa che i produttori di champagne sono fieri di far vedere. Italesse per prima è riuscita a portare una macchina dell’industria pesante del vetro a raggiungere un risultato impensabile fino ad allora, quello di poter ricreare questa punta all’interno del calice da champagne meccanicamente.

Questa innovazione ha fatto si che si riducessero di molto i costi delle flûtes, rendendoli decisamente più resistenti, ideali quindi da utilizzare nella frenesia dell’ora dell’ aperitivo e dei party. Continuando sulla strada della ricerca e dell’innovazione tecnologica, Italesse ha sviluppato calici e bicchieri da degustazione facilmente decorabili, con un taglio di bocca sottile – per un miglior contatto con le labbra - dalle capacità attentamente studiate per il servizio nel canale professionale e molto resistenti. Con la tecnologia Xtreme®, frutto della più avanzata ricerca di Italesse nell’ambito della produzione dei calici soffiati in automatico, Italesse ha dato una chiara risposta alla problematica delle rotture.

La pasta di vetro è chimicamente più resistente, mentre la resistenza meccanica è migliorata grazie alla saldatura del piattello in fusione quando il gambo non è ancora stirato. Nella nostra filosofia poi – posto che si definisce calice il bicchiere con stelo, bicchiere quello senza e flûte quello da champagne dalla forma slanciata e la punta spillata, che favorisce il perlage - i calici e i bicchieri devono poter essere trasversali rispetto al numero più ampio di vini differenti e arricchire – donando stile e professionalità - il momento della degustazione del vino, qualunque esso sia.

Che si tratti di un vino fermo o frizzante, vino rosso o bianco, vino giovane o invecchiato, i calici Italesse accentuano le qualità intrinseche del vino stesso, unendo in un’unica forma la degustazione di vini diversi. Le parisons (coppe) che proponiamo, ad esempio, hanno un angolo nella parte bassa del calice per permettere al prodotto di roteare al proprio interno senza rischi di fuoriuscite; l’evoluzione verso l’alto della forma è tesa a racchiudere profumi e convogliarli al naso, in più è stata aggiunta una punta alla base della coppa che permette la degustazione anche degli spumanti o champagne. Tutto ciò rende i nostri calici altamente polifunzionali.

Oltre che vicina alle esigenze del mondo professionale Italesse è anche sensibile alle tematiche ambientali ed ha intrapreso da tempo la strada di non produrre calici in cristallo. Il calice in cristallo infatti deve contenere, per potersi così chiamare, almeno il 24% di ossido di piombo, elemento che arricchisce il vetro di proprietà quali la lucentezza, la rifrazione, la trasparenza ed il suono. Tale materiale viene rifiutato nell’utilizzo professionale da Paesi quali il Giappone, gli USA che preferiscono lavorare con calici in vetro. Italesse da tempo adotta una pasta di vetro arricchita solo del 10% di altri ossidi di metalli pesanti (ma no il piombo) ottenendo ottimi risultati in termini di lucentezza e brillantezza ed assieme ad altri produttori di calici, che hanno sposato questa causa, ha denominato i propri calici come “calici in vetro cristallino” in assenza di piombo nel rispetto dell’ambiente e delle norme che lo tutelano.

Parlando di bicchieri in cristallo e cristallino, non si può non spiegare qual è la composizione chimica del vetro, e quali sono le metodologie di lavorazione dello stesso.

a. Quello base è detto sodico calcico (vetro comune con il quale ad esempio si fanno le bottiglie), ed è composto da silicio (sabbia) soda + calcio;
b. poi v’è il cristallino, che è vetro sodico calcico con l’aggiunta di almeno l’11% di ossidi di metalli pesanti (piombo, bario etc. anche in mix);
c. infine abbiamo il cristallo, vetro sodico calcico con almeno il 24% di ossido di piombo. In merito alle tecniche di lavorazione, il vetro può venir soffiato a bocca e lavorato a mano o prodotto automaticamente.

Laddove l’impiego del vetro, seppur come abbiamo visto “estremamente” resistente, può risultare poco sicuro (ad esempio nelle grandi manifestazioni outdoor, nei locali frequentati da migliaia di persone come le discoteche, gli stadi, i palazzi dello sport ed i parchi di divertimento acquatici e non), la scelta di materiali infrangibili è stata un passaggio quasi obbligato.

Plastiche nobili, quali il Policrystal® (policarbonato*), il polipropilene, l’acrilico e il SAN si sono dimostrate tutte idonee nell’offrire un vino, un cocktail, una birra o un long drink con strumenti di servizio di design e decorativi, laddove è proibito l’utilizzo di un calice o un bicchiere in vetro. La scelta poi del Policrystal® - accurata selezione di Italesse delle mescole più raffinate di grezzo policarbonato - nella realizzazione della maggior parte dei nostri calici dipende dalla particolare composizione di questo materiale che risulta allo stesso tempo alimentare, infrangibile, trasparente, incolore, lavabile in lavastoviglie, capace di passare da bassissime ad altissime temperature senza soffrire alterazioni.

Italesse oggi offre una vasta gamma di calici e bicchieri per degustazione in policarbonato di utilizzo casalingo e professionale dal design accattivante e declinati in vari colori oltre al trasparente, quali: l’azzurro, il rosso, il viola, il nero, il frost, il giallo fluorescente. Il policarbonato viene utilizzato oltre che nel tableware, nel mondo della applicazioni ottiche (lenti per occhiali e simili) nell’ industria automobilistica e motociclistica (accessori vari e caschi), nell’ambiente medico (contenitori di vario genere) ed infine in quello dell’infanzia (biberon), proprio per le sue particolarissime proprietà.

Oggi, hotel e grandi catene di hotel di prestigio abbelliscono le loro tavole con i calici e bicchieri Italesse; durante le migliori manifestazioni nazionali ed internazionali enogastronomiche sono i bicchieri da vino Italesse a venir utilizzati; perfino sommelier e professionisti del settore prediligono i nostri bicchieri perché considerati tecnicamente ineccepibili; e – da qualche anno - anche il consumatore finale ha iniziato ad apprezzare e volere per la propria casa i calici e i bicchieri Italesse: per la loro eleganza, polifunzionalità, ottimo rapporto qualità/prezzo e il loro stile inconfondibile.

Una palette di colori vivaci e originali, decori (Liquid patterns) raffinati, ispirati ai liquidi in natura, sono ulteriori caratteristiche dei calici e bicchieri Italesse posizionabili in diverse fasce del mercato (medio bassa, medio alta, alta) per rispondere ad ogni gusto e necessità.

*Merita un affondo particolare una problematica molto attuale sul policarbonato e una sostanza che lo compone – il bisfenolo A – che ha coinvolto recentemente molti Stati UE e prima ancora USA, Canada e Australia. In questa sede si tiene a precisare che la questione è legata solo ed esclusivamente alla produzione di biberon con bisfenolo A, vietata in 27 stati UE a partire dal 1 marzo 2011, la cui commercializzazione e importazione è invece stata vietata a partire dal 1 giugno 2011. È stato infatti provato che sopra a determinate temperature il policarbonato rilascerebbe quantità di bisfenolo A – di cui peraltro non è chiaro il livello di tossicità – dannose per la salute dei bambini da 0 a 3 anni. Il tema però è circoscritto ad oggetti ben definiti: i contenitori biberon ed evidentemente non tocca prodotti in policarbonato, quali bicchieri, caraffe, vassoi o ciotole da noi offerti, che se usati correttamente (seguendo l’utilizzo primario consigliato) non sono né banditi dagli enti governativi né dannosi. Oltre al Policrystal®, comunque, Italesse produce calici e bicchieri per degustazione anche in SAN, acrilico e polipropilene (e potrebbe produrre anche policarbonato senza bisfenolo, il quale però costerebbe il 40% in più rispetto all’attuale).

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